Menu Chiudi

Mattia Bosco, lo sciacallo del gol grigiorossoblu

Per tutti è semplicemente “lo sciacallo” del gol, a Villafranca, invece, il suo nome fa rima con “bandiera”. Da cinque stagioni a questa parte i portieri avversari quando si trovano di fronte la Pro devono costantemente avere a che fare con Mattia Bosco, sgusciante rapidissimo attaccante esterno che si è da tempo assestato come uno dei più prolifici bomber dei campionati dilettantistici piemontesi.
Mattia, dopo una stagione scorsa bloccata dal covid-19 anche l’annata 2020-21 è ferma: che bilancio tracci delle prime gare della Pro Villafranca?
«Un bilancio molto positivo, nonostante le sole tre partite disputate. Unico rammarico l’eliminazione in Coppa Italia, ma sette punti in tre gare, con un pareggio amaro contro la Luese, confermano che siamo squadra da vertice».
A proposito di vertice: lo scorso anno eravate a re punti dal Lucento ma non siete stati ripescati. Immagino ci sia parecchio rammarico…
«Eccome, soprattutto perchè eravamo a soli tre punti dalla vetta con lo scontro diretto in casa ancora da disputare. L’Eccellenza l’avremmo meritata per i risultati ottenuti e il gioco espresso, purtroppo non è stato così, e questo aspetto sono certo ci darà ancor più grinta per cercare di raggiungerla sul campo non appena riprenderemo».
Che bilancio tracci di questa stagione e mezza con mister Bosticco?
«Sono sincero, quando il tecnico è arrivato a Villafranca ero un po’ scettico, perchè quando guidò il Colline la mia stagione fu piuttosto complessa e, impulsivamente, decisi di cambiare squadra. Con il senno di poi fu un grande errore, perchè da lui avrei potuto imparare tanto e magari consolidarmi nel campionato di Eccellenza. Sono felice di averlo ritrovato, il confronto con lui, i suoi insegnamenti, mi hanno permesso di crescere parecchio».
In estate sei stato molto corteggiato: è stato difficile decidere di rinunciare a proposte allettanti per proseguire con i villan’s?
«Forse qualcuno pensa che dopo cinque stagioni sia opportuno cercare nuove motivazioni, per me non è così. A Villafranca mi sento stimato, ho conosciuto persone fantastiche e, nonostante abbia ricevuto proposte interessanti, la scelta di continuare con la Pro è stata facile. Il presidente Venturini ha sempre dimostrato di stimarmi e mi ha voluto fortemente, è un massimo dirigente di grande livello. Ho un ottimo rapporto con tutta la società, compreso il direttore Daniele Gamba e il magazziniere, Tommy Serratore, una figura per noi indispensabile e il mio primo critico, capace di spronarmi costantemente. Mi sento parte di una seconda famiglia, ho deciso anche di allenare nel settore giovanile, e credo che la scelta di giocare in grigiorossoblu sia stata la scelta migliore che potessi fare. L’obiettivo ora è quello di scrivere la storia con il club, cercando di raggiungere, dopo la Promozione, per la prima volta l’Eccellenza».
Per raggiungere il grande obiettivo di scrivere la storia con il Villafranca occorrerà però sbaragliare la concorrenza: quali sono gli avversari più agguerriti per la lotta al salto di categoria?
«Di sicuro la Santostefanese, squadra con cui ho giocato e della quale porto nel cuore un bel ricordo. E’ un avversario tosto e di qualità. Attenzione però anche all’Ovadese di Raimondi: non è partita bene, è vero, ma ha un organico di lusso per la categoria e giustamente, avendo cambiato molto, necessita di un po’ di tempo per perfezionare i meccanismi. Credo che per l’Eccellenza siano queste due le squadre più temibili».